un giorno a el geneina: cosa vedere quando non hai tempo per perderlo?
arrivo a el geneina con la febbre e un zaino troppo pesante. il primo impatto? un caldo umido che ti incolla le scarpe al marciapiede e un mercato che sembra una coreografia di scatole e urla. non so ancora se mi piacerà, ma qualcosa di me già si sente a casa.
q: cosa fare in 24 ore a el geneina?
a: inizi a mangiare due volte il pane con la salsa di pomodoro alle 7 del mattino. poi cammini fino al fiume, ti fermi a guardare le barche e ti perdi nei vicoli dietro la moschea. a mezzogiorno, un gelato artigianale (solo perché il ghiaccio è raro e ti vien da piangere).
q: dove mangiare qualcosa di buono?
a: c'è un posto sconosciuto dietro l'angolo con le cotolette più croccanti del centro africa. non ho mai capito il nome, ma la nonna che cucina ti chiamerà 'figliolo' anche se non ti ha mai visto prima.
q: cosa vedere fuori dalla città?
a: prendi un taxi con un locale che urla 'khartoum' come destinazione. invece visita il villaggio di douga, dove i bambini giocano a pallone con un pallone di stracci e ti invitano a cena con una fame incredibile.
el geneina non è un posto che si visita, si vive. il caldo non è solo nel clima, ma nella lentezza con cui tutto si muove. ho chiesto a una donna che vendeva frutta se aveva freddo. ha sorriso e mi ha dato un pezzo di melone. forse è questo il modo in cui si sopporta il clima.
il mercato centrale è un enigma. ogni scaffale sembra appartenere a un negozio diverso, ma tutti si muovono come un unico organismo. ho comprato un ciondolo di metallo rotto e l'ho portato a un orafo. mi ha riduto agli arresti di respiro. forse avevo torto, forse no. lui ha finito il lavoro in silenzio, senza parole.
la sera, la città si trasforma. i neon non esistono, ma le luci dei riflettori su strada sembrano danza. ho camminato fino al fiume, dove un pescatore mi ha insegnato a lanciare la rete. non ho mai pescato niente, ma lui ha sorriso come se fossi riuscito a prendere il mondo intero.
sono sveglio alle 5 del mattino per bere il caffè con un ufficiale che mi ha chiesto di insegnargli inglese. mentre parlavo, un gruppo di bambini ha iniziato a ballare intorno a noi. non so se erano felici o solo stanchi. forse entrambi.
la moschea più grande sembra un sogno. i muri sono decorati con simboli che non capisco, ma i sufi che pregano sembrano parlare direttamente con il cielo. ho provato a pregare con loro, ma ho fatto solo un pisolino scomodo. forse non sono mai stato bravo a preghare.
mi hanno detto che el geneina è pericolosa la notte. ho camminato fino a mezzanotte e ho visto solo strade deserte e un cane che mi seguiva. forse è vero, forse è solo una leggenda. io ho dormito steso sotto un albero e non mi è mai entrato nessuno.
un taxi mi ha costato 3000 sdg per andare dal porto al centro. il conducente aveva un cane randagio accavallato sul sedile. quando ho chiesto se era suo, ha risposto 'non lo so, ma non mi ha mai rubato'. forse è la stessa filosofia con cui si vive qui.
il clima qui non è solo caldo. è un peso. ti sembra di camminare in un sottosuolo umido, anche quando sei sotto il sole. ho chiesto a una donna perché non se ne andava. ha sorriso e ha detto 'se vai via, il sole ti segue'. non ho capito, ma mi sono seduto accanto a lei.
el geneina non ha hotel di lusso. ho dormito in un b&b dove il pavimento era di terra e la colazione consisteva in un pezzo di pane e un sorriso. non mi è mai importunato nessuno, nemmeno quando ho dimenticato di chiudere la porta. forse è questo il tipo di sicurezza che conta.
il mercato del sabato è una follia organizzata. ogni bottega sembra un universo a sé, ma tutti si muovono in sincrono. ho comprato un cappello di paglia e l'ho indossato per tre giorni. forse non mi aveva mai visto, ma mi ha chiamato 're'.
il fiume nilo bianco è un'illusione. non è verde, ma è vita. ho visto un pescatore recuperare un pezzo di metallo arrugginito e farne un gioiello. forse è la cosa più vera che ho visto qui.
i prezzi qui sono strani. una haircut mi ha costato 1500 sdg, ma il barbiere mi ha anche insegnato a suonare il tamburo. forse è così che si misura il valore di qualcosa. non ho mai suonato, ma ho capito qualcosa.
la notte a el geneina è un respiro. il caldo si placa, le strade diventano spazi aperti. ho camminato fino a un ristorante chiuso e ho sentito musica jazz che sembrava venire dal futuro. non ho mai capito da dove venisse, ma ho ballato lo stesso.
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