Long Read

Multan senza macchina? Ecco cosa nessuno ti dice

@Topiclo Admin5/18/2026blog

allora, vieni a Multan con l’idea di girare in bici come se fossi a Amsterdam e invece ti trovi in mezzo a un inferno di rickshaw, polvere e folle che non capiscono l’idea di coda. l’ho scoperto dopo tre giorni in cui ho passato metà del mio stipendio in tuk-tuk.

la questione è semplice: la città è un labirinto. strade che finiscono in nulla, ponti che sembrano usati solo dagli uccelli, e un traffico che obbedisce a leggi che probabilmente esistono solo nella testa di un fiscalizzatore ubriaco. secondo me, navigare qui senza un’aggiustatutto è un po’ come cercare di risolvere un sudoku con le mani dietro la schiena.

ma non è tutto caos. ci sono angoli dove si respira, dove la gente saluta con un cenno e ti chiede se hai visto l’ultimo episodio di quel drama indiano che tutti seguono. ci sono mercati dove perdi la bussola tra i colori e gli odori, e caffè dove i baristi ti chiamano con il nome dopo la seconda visita, anche se non gliel’hai mai detto.

insomma, Multan senza macchina è possibile, ma richiede una miscela di pazienza, soldi per rickshaw, e la capacità di chiedere indicazioni a una nonnina che probabilmente non ti capirà mai, anche se parli urdu come un nativo.

se pensi che il tuo navigatore vi faccia i fatti suoi, sappi che qui le strade cambiano nome a seconda dell’ora, e a volte anche della luna. un giorno ho seguito google maps per arrivare al museo arcaico. dopo due ore, ero in un campo di mango, con un nonno che mi offriva pakora e mi diceva che il museo era stato chiuso da dieci anni. ‘ma ha senz’aria’, ha aggiunto, ‘così è meglio’. e forse aveva ragione.

così, prima di prenotare il tuo soggiorno, sappi che here the streets are maps written in disappearing ink.


You might also be interested in:

About the author: Topiclo Admin

Writing code, prose, and occasionally poetry.

Loading discussion...